Riscossione dei tributi

Decreto Fiscale: condono delle controversie ICI-IMU-TARSU-TARI-TOSAP 2019, come funziona?

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Il Decreto Fiscale (Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018, convertito in Legge 17 dicembre 2018 n. 136) permette ai Comuni di deliberare, entro il 31 marzo 2019, il condono delle controversie relative a tributi di loro competenza (ICI, IMU, TARSU, TARES, TARI, TOSAP ecc.) pendenti alla data del 24 ottobre 2018.

Il Comune può deliberare che i contribuenti possano definire tutte le liti fiscali pagando una percentuale delle sole imposte contestate, senza sanzioni e interessi, nella misura indicata nel seguente elenco sintetico: (altro…)

Saldo e stralcio cartelle Equitalia 2019: come funziona.

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La Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) permette ai contribuenti persone fisiche e titolari di partita i.v.a. in situazione di “grave e comprovata difficoltà economica”di condonare i carichi IRPEF e IVA ed i contributi previdenziali non versati.

Sono condonabili i carichi IRPEF e I.V.A. dovuti per omessi versamenti, risultanti dalle dichiarazioni annuali o chiesti dall’Agenzia delle Entrate all’esito dei controlli automatizzati sulle dichiarazioni, affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) nel periodo 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2017.

Sono condonabili i carichi, affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione nello stesso periodo, per i contributi previdenziali non versati alle casse professionali e alle gestioni dei lavoratori autonomi, purché tali somme non siano state richieste a seguito di accertamenti. (altro…)

Intimazione di pagamento TARSU e ICI/IMU, cos’è e come difendersi.

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Nell’approssimarsi del Ferragosto si sono rivolti allo studio diversi contribuenti, allarmati, dell’area del basso Cilento.
In tanti sono alle prese con le intimazioni di pagamento, relative ai tributi TARSU e ICI/IMU, notificate dai concessionari della riscossione per conto dei Comuni locali.
Comprensibile la preoccupazione. Esplicito è l’avvertimento che, nei casi di mancato pagamento delle somme indicate nell’intimazione entro 5 giorni dalla notifica, l’agente della riscossione procederà al recupero coattivo del credito.

In effetti lasciare che il tempo scorra sottovalutando la questione potrebbe sortire brutte sorprese.
È verosimile che il contribuente che oggi è inerte, tra qualche tempo, potrebbe avere a che fare con azioni esecutive (pignoramento di immobili, di stipendi e pensioni o di giacenze sui conti corrente) o col fermo amministrativo di veicoli.

Andando con ordine, mettendo da parte per un attimo le ansie, cerchiamo di capire brevemente cos’è l’intimazione di pagamento e perché l’agente della riscossione ha “ritenuto opportuno” fare precedere l’intimazione al pignoramento oppure al fermo amministrativo. Individueremo sinteticamente gli eventuali vizi che invaliderebbero l’intimazione ed illustreremo in che modo, questo studio legale, può rendere il suo supporto professionale. (altro…)

Rottamazione cartelle esattoriali: cosa accade dopo il 31 luglio 2017?

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Coloro che hanno aderito alla “rottamazione” delle cartelle Equitalia, lo scorso 31 luglio erano obbligati a pagare l’unica rata, ovvero la prima rata (nel caso di opzione per il pagamento dilazionato) dei carichi oggetto di definizione agevolata.

Come noto, l’accoglimento dell’istanza di adesione alla definizione delle cartelle Equitalia (ora Agenzia delle Entrate – Riscossione) per i carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo tra il 2000 ed il 2016, obbliga i contribuenti a versare le sole somme iscritte a ruolo per capitale, gli interessi legali e l’aggio di riscossione, senza più dovere le sanzioni, gli interessi di mora e le somme aggiuntive sui crediti previdenziali.
Tutto ciò con facoltà di versamento in unica soluzione o dilazionato – fino ad un massimo di 5 rate – la prima delle quali scaduta il 31 luglio 2017. (altro…)

Cassazione, prescrizione breve quinquennale anche per i tributi locali (T.A.R.S.U. e I.C.I.)

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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14325 dell’8 giugno 2017, precisa ulteriormente l’orientamento oramai pacifico in tema di prescrizione dei debiti tributari con specifico riferimento, nella fattispecie, ai tributi locali.
Il provvedimento richiamato esamina il caso di un fermo amministrativo annullato perché, le cartelle di pagamento recanti crediti T.A.R.S.U. che lo hanno preceduto, sono state notificate ben oltre cinque anni prima dalla notifica del fermo.
Ebbene i Supremi Giudici, richiamando senza mezzi termini la nota sentenza a Sezioni Unite n. 23397 il 17 novembre 2016, hanno ribadito la distinzione, avente portata generale, tra il termine di prescrizione dei tributi per il caso in cui l’atto impositivo diviene definitivo perché non impugnato dal contribuente entro i termini di legge, e la differente prescrizione (decennale) dei tributi allorché detta definitività risulti acclarata con sentenza definitiva a seguito di contenzioso con l’ente impositore. (altro…)