Centrale dei Rischi Banca d’Italia

Coronavirus. Imprese: sospensione protesti di assegni postdatati e segnalazioni CAI?

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Non è difficile aspettarsi nelle prossime settimane (salvo auspicabili interventi lampo del governo) questo scenario: centinaia di micro, piccole e medie imprese prive di liquidità potrebbero non riuscire a coprire le valanghe di assegni postdatati emessi mesi fa per assicurare il pagamento di forniture e servizi acquistati in tempi in cui, le restrizioni dovute all’emergenza Coronavirus, nessuno avrebbe potuto mai prevedere.

Sarà paradossale assistere, da un lato, ad uno scenario in cui aziende completamente chiuse faranno registrare un anomalo incremento della spesa corrente (mi riferisco, naturalmente, a quelle che ancora dispongono di una certa liquidità) e, dall’altro, imprenditori (è chiaro, solo all’apparenza!) sembreranno dei seriali distributori di assegni “a vuoto”.

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Coronavirus. Per Banca d’Italia la sospensione dei mutui evita sofferenze in Centrale Rischi

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La comunicazione di Banca d’Italia del 23 marzo 2020, pubblicata oggi sul portale dell’organo di vigilanza, finalmente chiarisce i dubbi sollevati da operatori e imprese.

Fornisce alle banche direttive operative sulla gestione delle segnalazioni in Centrale Rischi di tutte le micro, piccole e medie imprese che si avvalgono della sospensione di mutui, finanziamenti e leasing, e delle altre misure a sostegno della liquidità, previste dal decreto legge Cura Italia per l’epidemia di virus Covid-19.

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Coronavirus: mutui sospesi alle imprese segnalate in Centrale Rischi Banca d’Italia?

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Con la Circolare n. 5/2020 dell’11 marzo 2020, il Consiglio di Gestione del Fondo di Garanzia per le P.M.I. rende noto che, nel dare assenso a sospensione e allungamento di mutui e finanziamenti alle P.M.I. danneggiate dall’epidemia di COVID-19, già garantite dal Fondo, “non terrà conto del merito creditizio dell’impresa”.

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Cancellazione CRIF e Centrale Rischi: come ottenerla?

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L’illegittimità delle segnalazioni in CRIF e delle “sofferenze” in Centrale Rischi di Banca d’Italia occorre dimostrare:

  1. la mancata preventiva valutazione della situazione patrimoniale del soggetto segnalato: non si può ritenere che, il semplice ritardo nei pagamenti indichi una situazione di crisi tale da giustificare la segnalazione a “sofferenza” in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia;
  2. la mancanza di preventiva informazione scritta dell’imminente segnalazione alla CRIF o Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Questi principi sono stati sanciti dal Tribunale di Torino con un’ordinanza del del 26 giugno 2019 che ha ordinato alla Banca l’immediata cancellazione della segnalazione in CRIF e della sofferenza in Centrale Rischi di un imprenditore, socio e unico amministratore di una società di capitali.

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Prescrizione sofferenze in Centrale Rischi Banca d’Italia: quanto dura la segnalazione?

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I crediti della banca, di regola, si prescrivono nel termine di 10 anni.
Il termine decorre dalla chiusura del rapporto col cliente.
La prescrizione decennale del debito bancario decorre, generalmente, dal giorno in cui la Banca comunica al cliente il recesso dal rapporto (conto corrente, finanziamento, ecc.).

Spesso la comunicazione di recesso della Banca origina da una sofferenza del cliente e si accompagna a un preavviso di segnalazione a sofferenza in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia.

Il preavviso tutela il cliente il quale viene avvertito dell’imminente segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi. Il cliente ha modo di intraprendere eventuali iniziative per evitare la segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi di Banca d’Italia.

Nella prassi, dopo aver comunicato il preavviso di segnalazione a sofferenza, le banche procedono alla segnalazione solo dopo un certo tempo.

La sofferenza in Centrale Rischi di Banca d’Italia permane finché il debito della banca non è estinto oppure prescritto.

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