Coronavirus: mutui sospesi alle imprese segnalate in Centrale Rischi Banca d’Italia?

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Con la Circolare n. 5/2020 dell’11 marzo 2020, il Consiglio di Gestione del Fondo di Garanzia per le P.M.I. rende noto che, nel dare assenso a sospensione e allungamento di mutui e finanziamenti alle P.M.I. danneggiate dall’epidemia di COVID-19, già garantite dal Fondo, “non terrà conto del merito creditizio dell’impresa”.

La circolare recepisce l’addendum all’Accordo per il Credito 2019 sottoscritto dall’ABI il 6 marzo 2020 con le rappresentanze delle imprese. L’Accordo per il Credito, spiegato in un mio recente articolo (LINK) consente alle P.M.I. di avvalersi della sospensione o allungamento di mutui e finanziamenti, anche per quelli assistiti dalle garanzie previste dal Fondo di Garanzia P.M.I. erogati fino al 31 gennaio 2020.

Benché le istruzioni di Banca d’Italia sul funzionamento della Centrale Rischi chiariscano espressamente che, la Banca, non può considerare le sole segnalazioni per valutare il merito creditizio di un soggetto, sappiamo che, nella prassi, la presenza di una segnalazione in Centrale dei Rischi costituisce uno dei motivi per i quali la Banca nega la richiesta di finanziamento o altre forme di liquidità.

In circostanze normali, la P.M.I. che intende beneficiare della sospensione o allungamento del finanziamento, non deve presentare posizioni debitorie classificate, dalla propria Banca, nelle categorie delle sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinamenti deteriorati in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia.

Tuttavia, in considerazione della crisi in atto per l’epidemia di Coronavirus sembrerebbe che, con la Circolare n. 5/2020, il Consiglio di Gestione del Fondo di Garanzia per le P.M.I. intenda rassicurare sul fatto che, nell’esprimere l’assenso alla permanenza della garanzia fornita dal Fondo, non terrà conto di segnalazioni della P.M.I. richiedente in Centrale Rischi di Banca d’Italia qualora, l’impresa, richiedesse la sospensione o allungamento di mutui e finanziamenti.

Sarebbe comunque auspicabile, a scanso di equivoci interpretativi e applicativi, in un momento cruciale per la vita delle imprese – drammaticamente danneggiate dalla diffusione globale dell’epidemia di COVID-19 – l’emanazione di una circolare chiarificatrice sul punto.

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