Il danno da illegittima segnalazione Centrale Rischi Banca d’Italia, CRIF, EXPERIAN va provato!

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In caso di illecito trattamento dei dati personali per illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi, il danno, sia patrimoniale che non patrimoniale, non può essere considerato in re ipsa per il fatto stesso dello svolgimento dell’attività pericolosa. Anche nel quadro di applicazione dell’art. 2050 c.c., il danno, e in particolare la “perdita”, deve essere sempre allegato e provato da parte dell’interessato.
Il principio di diritto è stato ribadito dalla Corte Suprema di Cassazione con l’ordinanza n. 207 pubblicata l’8 gennaio 2019.
Il danno dovuto all’illegittima segnalazione nelle centrali bancarie (Centrale Rischi di Banca d’Italia, CRIF, Experian, ecc.), sia patrimoniale che non patrimoniale, non è una conseguenza automatica della segnalazione illegittima.

Colui che si assume danneggiato deve provare il danno concretamente sofferto. Per cui la perdita dev’essere sempre oggetto di proporzionata e adeguata deduzione da parte dell’interessato.

Quanto al danno patrimoniale, il danneggiato deve fornire prova dell’effettiva perdita economica (danno emergente) e del guadagno mancato (lucro cessante).

Anche il danno non patrimoniale non si sottrae alla dimostrazione della gravità della lesione e della serietà del danno medesimo: determina una lesione del diritto solo quella che offende, in modo sensibile, la sua portata effettiva.