Intimazione di pagamento ADER: senza ricorso debito fiscale definitivo.

La recente sentenza della Cassazione 11 marzo 2025, n. 6436 chiarisce un’importante questione del contenzioso tributario: l’intimazione di pagamento di cui all’art. 50 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602/1973, è equiparabile all’avviso di mora e perciò deve essere impugnata autonomamente se il contribuente vuole evitare la cristallizzazione del debito fiscale.

La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso avverso intimazione di pagamento è necessario per impedire la cristallizzazione dell’obbligazione tributaria.

La decisione è stata resa in seguito al ricorso di una società che contestava la pretesa dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione assumendo fosse intervenuta prescrizione del credito azionato. Il Tribunale ha rigettato l’eccezione della società giacché non aveva impugnato l’intimazione di pagamento che ha preceduto il pignoramento.

La Cassazione nel rendere la decisione ha ribadito che l’elencazione tassativa degli atti impositivi impugnabili prevista dalla normativa in materia di processo tributario non impedisce di impugnare anche altri atti, non elencati in tale normativa, laddove l’Amministrazione finanziaria porti a conoscenza del contribuente una precisa pretesa tributaria, esplicitandone le ragioni fattuali e giuridiche.

Nel caso specifico, si discuteva dell’art. 50 c. 2, d.P.R. n. 602/1973, che richiede un preciso iter procedurale prima del pignoramento in caso di mancato inizio entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento. Tale iter prevede l’invio di un avviso che intima l’obbligo di adempiere entro cinque giorni, avviso che la Cassazione ha equiparato all’avviso di mora di cui all’art. 19, c. 1, lett. e) d.lgs. 546/1992.

La Suprema Corte ha, quindi, ribadito che l’intimazione di pagamento, quale atto che invita il contribuente al pagamento prima dell’esecuzione forzata, è assimilabile all’avviso di cui all’art. 50, c. 2, d.P.R. n. 602/1973 e perciò atto impugnabile in quanto rende il contribuente consapevole della pretesa dell’Amministrazione finanziaria. Inoltre l’intimazione di pagamento è un atto idoneo a interrompere la prescrizione dei crediti tributari.

Pertanto i Supremi Giudici hanno confermato l’orientamento secondo cui la mancata impugnazione dell’intimazione di pagamento comporta la cristallizzazione del credito, impedendo la successiva contestazione di vicende estintive anteriori alla sua notifica.

La pronuncia della Cassazione fornisce un chiarimento decisivo, sottolineando l’importanza dell’impugnazione dell’intimazione di pagamento per tutelare i propri diritti e liberarsi da debiti fiscali.

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