18 Ottobre 2026

Cancellazione sofferenze in Centrale Rischi: come abbiamo azzerato 50.000 euro di debiti!

Basta una segnalazione a sofferenza nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia perché il rapporto tra impresa e sistema bancario si interrompa di colpo: affidamenti non rinnovati, finanziamenti revocati, nuove richieste respinte da qualunque istituto.
Per l’imprenditore è l’inizio di un effetto domino che investe cassa, fornitori, e reputazione commerciale.

La segnalazione però non è un esito inevitabile. In certi casi non è nemmeno legittima.
Questo articolo racconta un nuovo caso seguito dall’Avv. Raffaele Greco, e ricostruisce le regole che governano la Centrale Rischi di Banca d’Italia e gli strumenti per difendere il proprio merito creditizio.

Sofferenze in Centrale Rischi di Banca d’Italia: quando l’accesso al credito si blocca.

All’inizio del 2026 un imprenditore si è rivolto allo Studio presentando una visura della Centrale dei Rischi che riportava due distinte segnalazioni a sofferenza, riconducibili alle pretese di due società di recupero crediti, per un importo complessivo superiore a 50.000,00 euro.

Le conseguenze per l’attività erano serie: preclusa la possibilità di accedere al credito, nessuna banca disposta a concedere affidamenti e finanziamenti. Lo stigma del “cattivo pagatore” incideva sulla continuità stessa dell’impresa.

Che cos’é la Centrale Rischi di Banca d’Italia e la segnalazione di sofferenza.

La Centrale Rischi è il servizio centralizzato gestito dalla Banca d’Italia che raccoglie informazioni sull’indebitamento di famiglie e imprese verso banche e intermediari finanziari. Gli intermediari segnalano periodicamente le posizioni dei clienti e la Centrale Rischi restituisce un quadro complessivo dell’esposizione verso il sistema.

Le classificazioni della posizione sono diverse ma la segnalazione di sofferenza è la più grave: rappresenta il massimo deterioramento del merito creditizio e, per un’impresa, equivale all’esclusione dal circuito bancario.
Per questo la normativa subordina la segnalazione di sofferenza a presupposti precisi.

Centrale Rischi di Banca d’Italia: differenza tra credito incagliato e sofferenza.

Nel linguaggio comune si parla di credito incagliato (inadempienza probabile) quando l’impresa si trova in situazione di difficoltà temporanea, ma oggettiva, che rende improbabile il rimborso integrale senza azioni di recupero o escussione delle garanzie. Dall’inadempienza probabile si può uscire con piani di rientro sostenibili, trattative stragiudiziali e accordi di ristrutturazione del debito.

La sofferenza bancaria è un’altra cosa: presuppone uno stato di insolvenza, anche non accertato giudizialmente, una situazione di impossibilità di rimborsare finanziamenti o comunque di ricomporre la propria esposizione bancaria.

Presupposti per la segnalazione di sofferenza in Centrale Rischi di Banca d’Italia.

Le istruzioni della Banca d’Italia chiariscono che la classificazione a sofferenza implica una valutazione sulla complessiva situazione finanziaria del cliente. La segnalazione di sofferenza non può derivare automaticamente dal semplice ritardo nei pagamenti.
In altre parole, la banca non può segnalare un cliente solo perché è inadempiente: deve accertare una difficoltà grave e non transitoria, riferita alla situazione patrimoniale e finanziaria nel suo insieme.

Una segnalazione automatica, fondata su un singolo inadempimento o su un ritardo, è dunque illegittima.
Quando la valutazione è mancata o è errata, la segnalazione di sofferenza può produrre grave danno all’impresa, che può dar luogo sia alla cancellazione sia al risarcimento.

Preavviso di segnalazione di sofferenza in Centrale Rischi: i profili da verificare.

Accanto al presupposto sostanziale, esiste un profilo formale: l’informativa preventiva al cliente prima della segnalazione. La sua omissione o irregolarità va sempre verificata.

La strategia difensiva: analisi dei rapporti e contestazione delle pretese.

Nel caso in esame l’Avvocato Raffaele Greco non si è limitato a una mera trattativa formale con le società segnalatrici.
E’ stata compiuta un’analisi tecnico-giuridica dei rapporti bancari originari, della filiera delle cessioni, che ha condotto a sollevare eccezioni puntuali su tre fronti:

  1. incompletezza e irregolarità della documentazione bancaria;
  2. contestazione dell’ammontare del credito: profili di indeterminatezza dei tassi, applicazione di oneri non dovuti;
  3. mancanza dei presupposti sostanziali della sofferenza: assenza di una valutazione complessiva della situazione finanziaria e di un effettivo stato di insolvenza del cliente;
  4. profili formali della segnalazione: irregolarità dell’informativa preventiva e delle intimazioni al pagamento.

Azzerato il debito bancario e cancellate retroattivamente le sofferenze in Centrale Rischi di Banca d’Italia.

A fronte di contestazioni specifiche, entrambe le società segnalatrici hanno rinunciato alle proprie pretese:

  • le pretese creditorie per oltre 50.000 euro sono state azzerate;
  • le due segnalazioni a sofferenza sono state cancellate interamente con effetto retroattivo, coprendo un arco temporale di dieci anni.

Sofferenze in Centrale dei Rischi. La tutela dell’avvocato Raffaele Greco.

L’obiettivo dell’Avvocato Raffaele Greco non è solo cancellare sofferenze in Centrale Rischi di Banca d’Italia, ma ottenere la riabilitazione creditizia e poter aiutare l’imprenditore a tornare ad accedere al credito bancario.
E’ decisivo agire tempestivamente, prima che la situazione diventi irreversibile.

Se sei bloccato da una segnalazione di sofferenza in Centrale Rischi contatta lo Studio.
L’Avv. Raffaele Greco da oltre 10 anni assiste imprese e professionisti nella contestazione di segnalazioni illegittime in Centrale dei Rischi e nella gestione del credito anomalo.

Contatta lo Studio ai recapiti qui sotto per una prima valutazione della tua posizione.

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