Cancellazione CRIF e Centrale Rischi: come ottenerla?

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L’illegittimità delle segnalazioni in CRIF e delle “sofferenze” in Centrale Rischi di Banca d’Italia occorre dimostrare:

  1. la mancata preventiva valutazione della situazione patrimoniale del soggetto segnalato: non si può ritenere che, il semplice ritardo nei pagamenti indichi una situazione di crisi tale da giustificare la segnalazione a “sofferenza” in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia;
  2. la mancanza di preventiva informazione scritta dell’imminente segnalazione alla CRIF o Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Questi principi sono stati sanciti dal Tribunale di Torino con un’ordinanza del del 26 giugno 2019 che ha ordinato alla Banca l’immediata cancellazione della segnalazione in CRIF e della sofferenza in Centrale Rischi di un imprenditore, socio e unico amministratore di una società di capitali.

La violazione dei presupposti indicati rende illegittima la segnalazione che può essere rimossa con provvedimento d’urgenza del Tribunale, richiesto ai sensi dell’art. 700 del codice di procedura civile.

Il preavviso scritto è imposto dalla normativa e deve sempre precedere la segnalazione CRIF e alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, senza alcuna eccezione!

Il preavviso ha la funzione di consentire all’interessato di valutare l’opportunità di interloquire con la Banca riguardo la legittimità della segnalazione.
Pone l’interessato nelle condizioni di evitare la segnalazione effettuando i pagamenti dovuti, ed ha l’ulteriore scopo di tutelare la trasparenza e correttezza delle banche dati creditizie.

Preavviso di segnalazione in CRIF e Banca d’Italia: norme di riferimento

L’art. 4, comma 7° del codice di deontologia e buona condotta per i sistemi di informazione creditizia (applicabile alla CRIF) dispone che, “al verificarsi di ritardi nei pagamenti, il partecipante, anche unitamente all’invio di solleciti o di altre comunicazioni, avverte l’interessato circa l’imminente segnalazione dei dati in uno o più sistemi di informazioni creditizie”.

L’art. 125, comma 3° del T.U.B. prevede che “i finanziatori informano preventivamente il consumatore la prima volta che segnalano a una banca dati le informazioni negative previste dalla relativa disciplina. L’informativa è resa unitamente all’invio di solleciti, altre comunicazioni, oppure in via autonoma”.

La circolare n. 139/1991 della Banca d’Italia prevede che “gli intermediari devono informare per iscritto il cliente e gli eventuali coobbligati (garanti, soci illimitatamente responsabili) la prima volta che lo segnalano a sofferenza”.

Ricorso art. 700 c.p.c. per cancellazione di segnalazioni CRIF e sofferenze in Centrale Rischi

Ritiene il Tribunale di Torino che una segnalazione illegittima esprime, di per sé, il periculum in mora necessario per ottenere la cancellazione immediata della segnalazione in CRIF o Centrale Rischi di Banca d’Italia avvalendosi della tutela d’urgenza prevista dall’art. 700 del codice di procedura civile.

L’ingiustificata segnalazione produce un danno al segnalato, consistente nella pratica impossibilità di accedere al credito.

È noto che, le segnalazioni in CRIF e le “sofferenze” in Centrale Rischi di Banca d’Italia, si riflettono in termini negativi sul merito creditizio dell’imprenditore segnalato, determinando una reazione a catena del sistema bancario.

Classica delle conseguenza di una segnalazione è che l’imprenditore perde, per lungo tempo, la possibilità di accedere al credito!

La segnalazione non passa certo inosservata alle banche. Da quel momento sono indotte a ritenere che “un ulteriore affidamento determina un rischio non giustificabile rispetto ai vertici aziendali” (Tribunale di Milano 16.6.2015).

Quando chiedere la cancellazione della segnalazione CRIF e Centrale Rischi?

Non ha rilevanza il lasso di tempo intercorso tra la segnalazione (illegittima) e la richiesta di cancellazione.

Il tempo intercorso tra segnalazione e domanda di cancellazione non ha alcuna rilevanza.
Una sofferenza che, nell’immediatezza della sua iscrizione, potrebbe essere priva di effetti negativi per il segnalato, costituisce sempre un comportamento pregiudizievole per l’attività economica e la reputazione commerciale di chi la subisce.

Sulla base di tali principi, il Tribunale di Torino ha ordinato alla Banca l’immediata cancellazione delle segnalazioni in Crif e alla Centrale Rischi della Banca d’Italia del richiedente.