Tribunale di Salerno. Lavori in appalto: l’accettazione tacita delle opere impedisce la rivalsa per vizi.

La sentenza del Tribunale di Salerno n. 1211/2026 resa all’esito di giudizio in materia di appalto privato patrocinata dall’avv. Raffaele Greco, offre spunti di riflessione in tema di contestazioni relative a vizi delle opere appaltate.

La vicenda origina da un decreto ingiuntivo reso in favore della ditta appaltatrice per il pagamento dei lavori di manutenzione eseguiti presso una nota struttura alberghiera.
I committenti, dopo avere accettato i lavori tramite il custode giudiziario, hanno proposto opposizione lamentando gravi vizi. Secondo gli opponenti, in occasione di forti piogge, si erano verificate copiose infiltrazioni d’acqua nelle camere dell’hotel, con crolli di soffitti in cartongesso e cortocircuiti. Danni che imputavano alla cattiva esecuzione dei lavori da parte della ditta.

Lavori in appalto: il principio dell’accettazione senza riserve.

Punto cardine della sentenza è l’applicazione dell’art. 1665 c.c.
Il Tribunale ha rilevato che i lavori erano stati eseguiti tra gennaio e marzo 2020 ed accettati già dal custode giudiziario senza alcuna riserva. Successivamente gli stessi opponenti, al momento di rientrare nel possesso dell’immobile nel marzo 2021, avevano sottoscritto il rendiconto della custodia — che includeva il debito verso la ditta — senza sollevare alcuna contestazione.

Il Giudice ha chiarito che l’accettazione senza riserve esclude la garanzia per i vizi che il committente conosceva o avrebbe potuto conoscere con l’ordinaria diligenza.
Perciò, in assenza di prova di un dolo dell’appaltatore volto a occultare i vizi, l’accettazione tacita e la ricezione dell’opera precludono ogni successiva contestazione.

Lavori in appalto: la proposta di pagamento dopo il decreto ingiuntivo implica accettazione delle opere e del debito.

Altro elemento determinante per il rigetto dell’opposizione è stata la condotta degli opponenti successiva alla notifica del decreto ingiuntivo.
Solo pochi dopo la notifica del decreto ingiuntivo i debitori avevano proposto alla ditta un pagamento in 12 rate del debito, senza menzionare alcun vizio o riserva.
Il Tribunale ha qualificato tale proposta come un indizio “grave, preciso e concordante” di riconoscimento del debito e di accettazione delle opere. Un condotta che configura un’acquiescenza che rende l’opposizione infondata.

Lavori in appalto: dev’essere provato il nesso causale tra lavori e danno lamentato.

Sotto il profilo tecnico, la difesa della ditta ha comunque dimostrato l’assenza di un nesso causale tra i lavori eseguiti ed il danno lamentato dalla struttura alberghiera opponente.
I lavori eseguiti dalla ditta riguardavano la pulitura e l’isolamento di una fioriera al quinto piano.
L’esame delle planimetrie ha rivelato che i locali che si pretendevano danneggiati dalle infiltrazioni si trovavano al di sotto la piscina, in un’area distante e non interessata dai lavori della ditta.
Un’incompatibilità spaziale che ha fatto cadere definitivamente ogni pretesa risarcitoria avanzata dall’albergo opponente.

Il Tribunale di Salerno ha quindi rigettato integralmente l’opposizione, confermando totalmente il decreto ingiuntivo.

Appalti privati: la tutela legale dell’Avv. Raffaele Greco

La sentenza n. 1211/2026 del Tribunale di Salerno sottolinea l’importanza, nell’ambito degli appalti privati, della necessità di documentare correttamente i lavori eseguiti e, per il committente, di sollevare – ove effettivamente vi siano – contestazioni in merito ad eventuali vizi delle opere. Elementi che si rivelano decisivi in un’eventuale giudizio.

Questa sentenza è rende giustizia al nostro cliente, e conferma che la precisione e la tempestività sono decisivi in vicende giudiziarie del genere. Le contestazioni sui lavori edili sono all’ordine del giorno, un atteggiamento passivo può costare caro.

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