2 November 2026

Frodi Superbonus 100%: è truffa aggravata.

La stagione dei controlli su bonus edilizi e Superbonus 110% ha raggiunto uno snodo cruciale che sposta l’attenzione dall’ambito tributario alla responsabilità penale di contribuenti, professionisti e cessionari.

In una precedente analisi abbiamo approfondito cosa aspettarsi dagli accertamenti e controlli sui bonus edilizi sotto il profilo amministrativo e delle sanzioni dell’Agenzia delle Entrate, la recente pronuncia della Corte di Cassazione Penale a Sezioni Unite (sentenza n. 36525 del 2026) indica la via in materia di sanzioni penali e misure cautelari reali (sequestro preventivo e confisca).

La Suprema Corte si è pronunciata dirimendo un contrasto applicativo in merito alla qualificazione e momento consumativo dei reati legati alla creazione di crediti d’imposta fittizi nell’ambito delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito.

La vicenda origina dal decreto con cui il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca nei confronti del titolare di un’impresa individuale.
L’accusa contestava l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, commessi mediante la costituzione e cessione a terzi di crediti fiscali inesistenti basati su false asseverazioni per lavori mai realizzati nell’ambito del Superbonus 110%.

Il Tribunale di Palermo aveva annullato il sequestro sostenendo che la truffa fosse da considerarsi solo tentata e non consumata, in assenza di un effettivo pregiudizio patrimoniale per lo Stato fino al momento dell’effettiva compensazione o riscossione del credito.
Poiché la confisca per equivalente si applica al solo reato consumato, il sequestro era stato revocato.

A fronte del ricorso della Procura della Repubblica, la Seconda Sezione Penale della Cassazione ha rimesso gli atti alle Sezioni Unite su due quesiti:

  • se la falsificazione dei presupposti del credito integri il reato di truffa aggravata o quello di indebita percezione di erogazioni pubbliche;
  • quale sia l’esatto momento consumativo della truffa in presenza di opzioni di cessione del credito o sconto in fattura.

Superbonus 110% perché è truffa aggravata?

Illeciti, falsi e omissioni nei bonus edilizi, la non corrispondenza al vero delle attestazioni e l’indicazione di interventi mai eseguiti determinano sul piano amministrativo e tributario l’inapplicabilità delle deroghe per violazioni meramente formali.

Le Sezioni Unite hanno chiarito che generare un credito d’imposta fittizio trasmettendo documenti falsi e fatture per operazioni inesistenti integra gli artifici e raggiri tipici della truffa aggravata. Il meccanismo del Superbonus non prevede una mera presa d’atto o un’autocertificazione dell’interessato.
Richiede una complessa architettura documentale fatta di visti di conformità, asseverazioni di tecnici abilitati e certificazioni di congruità delle spese. La presentazione di atti ideologicamente o materialmente falsi è specificamente diretta a trarre in inganno l’Amministrazione finanziaria e a eludere il sistema di controlli (preventivi e successivi) previsto dalla legge.

Quando si consuma la truffa sui crediti d’imposta?

Il punto centrale della sentenza delle Sezioni Unite riguarda il momento consumativo della truffa aggravata sui bonus edilizi.

La truffa aggravata nel caso di Superbonus 110% è consumata con la creazione di un credito d’imposta fittizio, col perfezionamento della prima cessione, ossia tramite la comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate e la contestuale accettazione del credito da parte del fornitore o cessionario sulla Piattaforma cessione crediti. L’accettazione sulla piattaforma rende il credito fittizio patrimonialmente spendibile ed entra nella disponibilità del cessionario.

Nello stesso istante si concretizzano il profitto ingiusto per l’autore della frode e il danno patrimoniale effettivo per l’Erario (inteso anche come sviamento di risorse pubbliche dal vincolo di destinazione).
Non occorre attendere che il credito venga riscosso o compensato in dichiarazione nei cinque anni successivi.

Frode Superbonus 110%: legittimo il sequestro preventivo per equivalente.

Scattano le misure cautelari reali quali il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta o per equivalente del profitto.

I principi espressi dalle Sezioni Unite hanno rilevanti implicazioni pratiche:

  • il riconoscimento della truffa consumata fin dalla prima cessione legittima i sequestri dei crediti e dei beni a carico degli indagati fin dalle primissime fasi delle indagini preliminari;
  • il regime di inopponibilità dei vizi originari al cessionario estraneo alla frode esprime l’irretroattività del danno erariale, rendendo ancora più stringente la necessità di provare l’assenza di dolo o colpa grave per evitare contestazioni in solido;
  • cumulo dei profili amministrativi e penali: alle sanzioni tributarie per crediti inesistenti si affianca la responsabilità penale per l’illecita allocazione di risorse pubbliche.

Verifiche e contestazioni sul Superbonus 110%? La tutela dell’Avvocato Raffaele Greco.

Ricevere un questionario di verifica, una richiesta documentale o un avviso di accertamento dall’Agenzia delle Entrate per bonus edilizi comporta il concreto rischio che i controlli fiscali sfocino in procedimenti penali e sequestri di crediti o beni.

La tempestività è fondamentale: occorre apprestare una calibrata strategia difensiva per tutelarsi da misure cautelari reali e contestazioni d’illecito. Se sei oggetto di verifiche o hai ricevuto un atto di contestazione relativo al Superbonus 110% o ad altri bonus edilizi, contatta lo Studio ai recapiti qui sotto per fissare un appuntamento.

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