Per imprenditori, Amministratori e liberi professionisti, comprendere la differenza tra credito incagliato e sofferenza bancaria (con relativa segnalazione nella Centrale Rischi) è esercizio di prevenzione e di autodifesa giuridica. Sottovalutare i primi segnali di tensione finanziaria oppure ignorare le comunicazioni della Banca nei momenti di difficoltà vuol dire esporsi al rischio concreto di un blocco operativo, capace di compromettere anni di sacrifici e azzerare il merito creditizio aziendale e personale.
Il fenomeno dei crediti deteriorati (Non Performing Loans o NPLs) incide sul sistema economico nazionale.
I dati statistici dicono che lo stock complessivo di crediti anomali si è progressivamente ridotto rispetto ai picchi storici registrati negli anni scorsi. Le banche però mantengono rigido il livello di attenzione sulle cosiddette “inadempienze probabili”.
Saper comprendere i rischi a cui si va incontro in momenti di difficoltà finanziaria, conoscere che valutazioni compie il sistema bancario in certi momenti aiuta la programmazione delle strategie di risanamento prima che la situazione degeneri in maniera irreversibile.
Cosa sono i crediti incagliati? Definizione di “inadempienze probabili”.
Nel linguaggio tecnico quello che volgarmente è detto “credito incagliato” rientra nella definizione di “inadempienze probabili” della normativa bancaria (si parla, in gergo tecnico, di Unlikely to Pay).
Questa classificazione individua un’esposizione verso la Banca tale da rappresentare una situazione di difficoltà temporanea ma oggettiva, tale da far ritenere improbabile il rimborso integrale del debito senza il ricorso ad azioni di recupero dei crediti o di escussione di eventuali garanzie prestate.
Ciò che spinge la banca a classificare la posizione come credito incagliato (inadempienza probabile) è:
- il superamento prolungato delle soglie di sconfinamento (continuativo, per oltre 90 giorni);
- il deterioramento patrimoniale o reddituale dell’impresa o del professionista in maniera tale da non configurare, ancora, uno stato d’insolvenza irreversibile e definitivo.
La classificazione tra le “inadempienze probabili”, poiché è relativa all’intera esposizione verso il cliente, ricade su tutte le le linee di credito tenute presso la medesima banca.
Si può uscire da un credito incagliato segnalato come “inadempienze probabili?
Si può uscire dall’incaglio, superare la classificazione della posizione tra le “inadempienze probabili” mediante piani di rientro concordati con la banca che siano sostenibili, trattative stragiudiziali, accordi di ristrutturazione del debito.
Qual è la differenza tra crediti incagliati e sofferenze nella Centrale Rischi di Banca d’Italia?
La sofferenza bancaria, diversamente dalla classificazione della propria posizione tra le “inadempienze probabili”, è l’ipotesi più grave di deterioramento del merito creditizio. La sofferenza rappresenta una vera e propria morte finanziaria nei confronti del sistema bancario per un’impresa o professionista.
La sofferenza bancaria non dev’essere confusa con l’incaglio (con l’inadempienza probabile). Non è consentito classificare in sofferenza un soggetto che abbia maturato un un semplice ritardo nei pagamenti o una temporanea, momentanea, insolvenza.
Come già evidenziato nei diversi approfondimenti pubblicati in questo sito, la classificazione di un’impresa o professionista in sofferenza richiede un’istruttoria rigorosa della banca, la quale deve accertare che vi sia un effettivo e concreto stato di insolvenza strutturale e non transitoria del debitore.
Perciò la classificazione di sofferenza “automatica” o fondata sul mero ritardo di pagamento è illegittima, arrecare danni all’impresa e al professionista i quali, in una situazione di questo tipo, possono trovarsi improvvisamente a subire un effetto domino con la revoca di finanziamenti, blocco degli affidamenti e condizionamento dei rapporti con l’intero sistema bancario.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte dichiarato l’illegittimità di segnalazioni automatiche a sofferenza.
Una situazione che può aprire la strada a contenziosi legali per la cancellazione delle segnalazioni di sofferenza nella Centrale dei Rischi di Banca d’Italia e per il risarcimento degli eventuali danni causati da una scorretta o illegittima segnalazione.
Crediti incagliati e sofferenze bancarie: tutelati con l’Avvocato Raffaele Greco.
Se stai affrontando tensioni di liquidità oppure hai ricevuto comunicazioni anomale dalla banca, un’analisi tempestiva della tua posizione bancaria può evitarti la revoca delle linee di credito, risoluzione dei mutui, il blocco definitivo degli affidamenti.
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