Campania, case mobili e opere precarie in camping e villaggi: edilizia libera con autorizzazione paesaggistica.

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La liberalizzazione di case mobili e opere precarie nei campeggi e villaggi turistici in Campania prevista dalla Legge Regionale 7 agosto 2019 n. 16 non è un viatico per l’installazione indiscriminata di tali manufatti nelle strutture ricettive all’aria aperta.

L’art. 15 della Legge Regionale Campania n. 16/2019, innovando le definizioni di campeggi e villaggi turistici contenute nella Legge Regionale n. 13/1993, testualmente recita che “l’installazione dei manufatti leggeri, strutture e allestimenti mobili, anche se collocati permanentemente nel perimetro del campeggio/villaggio turistico, costituisce attività di edilizia libera.

È fondamentale coordinare la norma regionale col D.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia): il risultato pratico è che, l’applicazione della Legge Regione Campania n. 16/2019, resta vincolata ai limiti che il T.U.E. pone all’edilizia libera.


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Campania, Camping e Villaggi Turistici: case mobili e opere precarie senza permesso di costruire!

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La Legge Regionale Campania 7 agosto 2019 n. 16 liberalizza l’installazione di case mobili, manufatti leggeri e opere precarie nei campeggi e villaggi turistici regionali.

L’articolo 15 della Legge Regionale riscrive le definizioni di campeggi e villaggi turistici dettate dalla Legge Regione Campania n. 13/1993 che disciplina i complessi turistico – ricettivi all’aria aperta.

Case mobili, opere precarie e manufatti leggeri di qualsiasi genere, installati nel perimetro di campeggi e villaggi turistici in Campania costituiscono interventi di edilizia libera: non occorre il permesso di costruire.

Il permesso di costruire non è necessario nemmeno nel caso in cui l’installazione di tali manufatti sia permanente.

Veniamo dunque ad una sintesi schematica delle nuove disposizioni che sono in vigore dall’8 agosto 2019.

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Cancellazione immediata da CRIF e Centrale Rischi: come ottenerla?

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Per far dichiarare l’illegittimità delle segnalazioni in CRIF e “sofferenze” in Centrale Rischi di Banca d’Italia occorre dimostrare la mancanza dei seguenti presupposti:

  1. mancata esecuzione, da parte della Banca, di una preliminare valutazione della situazione patrimoniale del soggetto segnalando: non si può ritenere che, il mero ritardo nei pagamenti, manifesti una situazione di crisi tale da giustificare la “sofferenza” in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia;
  2. assenza di preventiva informazione scritta dell’imminente segnalazione alla CRIF o Centrale Rischi della Banca d’Italia.

È questa la sintesi dell’ordinanza del Tribunale di Torino del 26 giugno 2019 (dott. L Martinat) che ha ordinato alla Banca l’immediata cancellazione della segnalazione in CRIF e della sofferenza in Centrale Rischi di un imprenditore, socio e unico amministratore di una società di capitali.

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