Banche ed intermediari finanziari

Ultime sentenze in tema di efficacia esecutiva del mutuo fondiario.

Tra i temi di maggiore attualità nei tribunali italiani v’è senz’altro quello relativo ai limiti all’efficacia esecutiva del contratto di mutuo fondiario (disciplinato dall’art. 38 e seguenti del Testo Unico Bancario). Si tratta di quei contratti di mutuo aventi media o lunga durata, assistiti da ipoteca di primo grado sugli immobili offerti a garanzia dell’operazione di credito.
Limiti capaci di pregiudicare la banca dall’avvalersi del contratto di mutuo, stipulato per atto pubblico notarile, per promuovere azioni esecutive in danno del mutuatario che si rende inadempiente nel pagamento delle rate.

La questione origina dalla prassi diffusa di concludere contratti che, seppur stipulati per atto pubblico notarile, attestano che la somma – benché erogata e quietanzata – resta trattenuta presso la banca erogatrice a titolo di deposito cauzionale, a garanzia dell’adempimento di tutte le condizioni preliminari poste a carico del mutuatario (a titolo esemplificativo: iscrizione dell’ipoteca sull’immobile dato in garanzia, stipula di un contratto di assicurazione contro i rischi di distruzione dell’immobile, ecc.).
Detta prassi ha fatto sovvenire il dubbio che il contratto di mutuo così concepito possa non avere (o conservare) natura di titolo esecutivo, idoneo di per sé ad essere speso per aggredire il patrimonio del debitore. (altro…)

Sofferenze in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, 4 cose da sapere.

Torniamo a parlare di segnalazioni “a sofferenza” in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia.
Quanto segue è la sintesi delle risposte ai principali interrogativi pervenuti dai lettori che hanno pregiato d’attenzione i miei contributi sull’argomento pubblicati in questo sito e sul giornale d’informazione giuridica Cammino Diritto.
Prima di procedere avverto che – ove non bastasse quanto segue e gli altri contributi a mia firma – è possibile scaricare dal portale istituzionale di Banca d’Italia la versione aggiornata delle istruzioni per gli intermediari (Circolare n. 139/1991) e visionare le relative FAQ per apprendere nozioni basilari sul sistema centralizzato delle segnalazioni bancarie.
Veniamo alle risposte ai quesiti. (altro…)

Cattivi pagatori, come ottenere la cancellazione dalla Centrale Rischi di Banca d’Italia

Che cos’è la Centrale dei Rischi presso Banca d’Italia?

La Centrale dei Rischi costituita presso la Banca d’Italia è un vero e proprio archivio nel quale vengono censite tutte le informazioni riguardanti i rapporti tra banche ovvero intermediari finanziari e la clientela. Queste informazioni sono rese accessibili alle banche ed agli intermediari finanziari per consentire valutazioni sull’affidabilità di chi intende intrattenere con esse rapporti finanziari (ad esempio, ottenere un prestito), e quindi permettono di gestire il rischio di credito.

Banche ed intermediari finanziari consultano la Centrale dei Rischi non solo per aggiornare e monitorare la posizione di rischio dei propri clienti ma anche per monitorare la posizione di potenziali clienti, ossia di coloro che intendono attivare un nuovo rapporto che implica la valutazione del cosiddetto “merito creditizio“.
I dati contenuti nella Centrale dei Rischi assumono capitale importanza per chi intende accedere al credito o, comunque, necessita di un costante ricorso al credito, in particolare per le imprese.
I soggetti nei confronti dei quali in Centrale dei Rischi si individuano segnalazioni negative, infatti, sono sempre ritenuti “cattivi pagatori” e ciò, con matematica certezza, comporta per costoro l’impossibilità di accedere al credito, nonché rischiare la revoca delle linee di credito già in essere con effetti evidentemente disastrosi.
Per cui, una politica oculata di gestione dell’esposizione debitoria con le banche è fondamentale per mantenere in buono stato di salute i rapporti con le stesse ed averne di nuovi. (altro…)

Accordo per il credito 2015. Le PMI possono sospendere ed allungare mutui e leasing.

Il 31 marzo 2015 l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese hanno sottoscritto l’Accordo per il credito 2015. Tre le iniziative in favore delle Pmi:

  1. imprese in ripresa, per favorire la sospensione e allungamento dei finanziamenti;
  2. imprese in sviluppo, per il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento ed il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese;
  3. imprese e Pa, per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione.

Possono beneficiare delle operazioni previste dall’Accordo tutte le Pmi operanti in Italia, comprese quelle che presentino alcune difficoltà finanziarie a condizione che, al momento di presentazione della domanda, non abbiano posizioni debitorie classificate dalla banca come “sofferenze”, “inadempienze probabili” o esposizioni scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni.

L’Accordo per il credito 2015 rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2017.

Le operazioni previste sono scarutinate dalle banche o dagli intermediari finanziari aderenti all’iniziativa.
Le banche si impegnano a fornire una risposta di norma entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda o dall’ottenimento delle informazioni aggiuntive eventualmente richieste dalla banca al cliente.

Imprese in Ripresa

E’ concessa alle PMI la possibilità di sospendere il pagamento della quota capitale dei finanziamenti a medio-lungo termine e di allungare le scadenze del credito.

  • sono ammessi alla sospensione dei pagamenti sia la parte di quota capitale delle rate dei mutui, sia delle operazioni di leasing finanziario in relazione ai quali non sia stata richiesta la sospensione o l’allungamento nell’arco dei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda di sospensione.
  • sono ammessi all’allungamento in relazione ai quali non sia stato richiesto l’allungamento o la sospensione nell’arco dei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda di allungamento. Il periodo massimo di allungamento dei mutui è pari al 100% della durata residua del piano di ammortamento. In ogni caso, il periodo di allungamento non sarà superiore a 3 anni per i mutui chirografari e a 4 anni per quelli ipotecari.
  • sono altresì ammesse operazioni di allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine, nonché di allungamento, per un massimo di 120, giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione ex art. 43 del TUB, perfezionato con o senza cambiali.
Investimenti imprenditoriali

E’ istituito il Plafond “Imprese in Sviluppo” con un obiettivo di dotazione pari a 10 miliardi di euro.
Sono finanziabili investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa, anche se avviati nei 6 mesi precedenti al momento di presentazione della domanda.
Le istanze di finanziamento possono essere proposte sia da imprese singole sia da imprese “in rete”.

Sul finanziamento potranno essere acquisite garanzie da parte del Fondo di Garanzia per le PMI, dell’ISMEA o della SACE, nonché di Confidi o altri organismi ritenuti idonei dalla banca.

Imprese e PA

E’ istituito il Plafond “Imprese e PA” con una dotazione pari a 10 miliardi di euro.

Il plafond “Imprese e PA” potrà essere utilizzato mediante una o più delle seguenti modalità tecniche:

  • sconto pro soluto, anche con garanzia dello Stato;
  • anticipazione del credito, con cessione dello stesso (realizzata anche nella forma dello sconto pro solvendo);
  • anticipazione del credito, senza cessione dello stesso.