Decreto Lavoro, cosa cambia per le start-up innovative.

Con la conversione in legge del Decreto Lavoro (decreto legge 28 giugno 2013, n. 76) sono state introdotte significative novità riguardo il regime giuridico della cosiddette Start-up innovative. Ciò al fine di agevolare il configurarsi di un panorama giuridico più organico e stimolare la nascita di nuove imprese innovative nel nostro Paese.

Ma andiamo con ordine.

Si definisce start-up innovativa una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano o Società Europea, le cui azioni o quote non sono quotate in un mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione.
In termini più semplici, possono assumere la qualifica di start-up innovativa solo ed esclusivamente le Srl (anche nella forma di Srl semplificata ed a capitale ridotto), le SpA, le SapA  e le società cooperative.

La società per essere definita start-up deve possedere seguenti requisiti:

  1. la società deve essere costituita e operare da non più di 48 mesi;
  2. deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  3. il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;
  4. non deve distribuire o aver distribuito utili;
  5. deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  6. non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Il Decreto Lavoro ha abrogato la disposizione per cui la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto in assemblea ordinaria dovessero essere detenuti da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi.

La start-up, per essere considerata innovativa, secondo le nuove disposizioni integrative introdotte dal Decreto Lavoro, deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  1. sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15% del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione (prima del decreto lavoro tale percentuale era fissata al 20%);
  2. impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro ovvero in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’art. 4 del d.m. n. 270/2004;
  3. essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

La società in possesso dei requisiti suddetti può, al momento della sua costituzione, optare per l’iscrizione nella apposita sezione del Registro delle imprese al fine di poter usufruire dei benefici introdotti dalla normativa e nel contempo garantire la massima pubblicità e trasparenza.

Quali sono i benefici giuridici e fiscali per una start-up innovativa?

Per consentire una gestione più flessibile e più funzionale alle esigenze di governance tipiche delle start-up, soprattutto se costituite in forma di S.r.l., sono introdotte le seguenti facoltà:

  • facoltà di estendere alla chiusura del secondo esercizio il periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, di consentire il differimento della decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell’esercizio successivo;
  • applicazione anche per le start-up innovative costituite in forma di S.r.l. di istituti ammessi, normalmente, solo per le S.p.A. In particolare: delibera di determinazione dei diritti attribuiti ai soci, attraverso la creazione di categorie di quote anche prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, o l’emissione di strumenti finanziari partecipativi;
  • offerta al pubblico di quote di partecipazione in start-up innovative costituite in forma di S.R.L., consentendo di facilitarne l’accesso al capitale indipendentemente dalla forma giuridica prescelta;
  • deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia effettuata in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell’organo amministrativo o prestatori di opere o servizi, anche professionali (stock options e work for equity);
  • facoltà di emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci.

La start-up innovativa dal momento dell’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, è esonerata dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale.
L’esenzione è subordinata al mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l’acquisizione della qualifica di start-up innovativa e dura comunque non oltre il quarto anno di iscrizione.

E’ previsto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli similari ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese startup innovative e degli incubatori certificati.
Il reddito derivante da questi strumenti finanziari o diritti non concorre alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. Viene agevolata la partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un’impresa startup.

Per gli anni 2013, 2014 e 2015 è consentito alle persone fisiche e giuridiche detrarre o dedurre dal proprio reddito imponibile una parte delle somme investite in imprese start-up innovative, sia direttamente che attraverso fondi specializzati. 

Raccolta diffusa di capitali ed accesso al credito agevolato

Alle start-up innovative viene consentita la raccolta di capitale di rischio attraverso portali online (crowdfunding).
Per quanto riguarda l’accesso al credito, le potranno usufruire gratis e in modo semplificato del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche mediante la previsione di condizioni di favore in termini di copertura e di importo massimo garantito.

Gestione della crisi nell’impresa startup innovativa

Dato l’elevato tasso di mortalità fisiologica delle startup si vuole indurre l’imprenditore a prendere atto il prima possibile del fallimento del programma imprenditoriale.
La scelta è quella di sottrarre le startup alle procedure concorsuali vigenti, prevedendo il loro assoggettamento, in via esclusiva, alla disciplina della gestione della crisi da sovra-indebitamento, applicabile ai soggetti non fallibili che non prevede la perdita di capacità dell’imprenditore ma la mera segregazione del patrimonio destinato alla soddisfazione dei creditori.

Per facilitare l’avvio di start-up innovative si prevede che, una volta decorsi 12 mesi dall’iscrizione nel Registro delle imprese del decreto di apertura della procedura liquidatoria, i dati relativi ai soci non siano più accessibili al pubblico ma esclusivamente all’autorità giudiziaria ed alle autorità di vigilanza.

Finanziamenti agevolati e fondo perduto per le imprese: 10 misure da non perdere!

Visto quanto importante, per il successo del tuo progetto di business, è la figura del consulente per la finanza agevolata? Devi affidarti ad un professionista che sappia raccogliere, innanzitutto, le risorse necessarie per rendere concreta l’idea imprenditoriale.

Ora voglio segnalarti un pacchetto di misure che, in concreto, di cui approfittare nella fase di startup e gestione dell’impresa. Un pacchetto di misure a cui puoi accedere proprio in questo momento, mentre stai leggendo.
Misure, naturalmente, non spendibili dalle sole start-up ma pure alle attività operative da più tempo.

Premetto, a scanso di equivoci, che quelle indicate sono frutto della mia esperienza personale e preferenze.

Nulla toglie di potersi affidare ad altre misure ovvero nuove misure che da qui ai prossimi mesi potrebbero essere attivate.

Finanziamenti a fondo perduto per nuove imprese.

Per creare nuove imprese, le misure Invitalia per ditta individuale e microimpresa sono certamente, a mio giudizio, le più affidabili e spendibili.
Invitalia eroga finanziamenti agevolati da 0 a 25.000 ovvero 150.000 euro per creare imprese in forma di ditta individuale oppure società di persone (solo snc, sas. Sono escluse le spa, srl, sapa e le cooperative!).
Il finanziamento si compone del 50% di risorse a mutuo (al tasso dell’1-2%) e 50% a fondo perduto. Viene inoltre erogato un contributo per il primo anno, come avviamento, che varia a seconda se si tratti di ditta individuale o società di persone, tra 5.000 e 20.000 euro.
Cosa permette di fare Invitalia? Ebbene, con tale finanziamento puoi acquistare macchinari, attrezzature, impianti per svolgere l’attività in locali di proprietà oppure in locazione. Il tipo di attività consentita riguarda la produzione di beni e l’erogazione di servizi. E’ invece escluso il settore commerciale, ovvero acquisto di stock di prodotti per la semplice rivendita.

Finanziamenti a fondo perduto fino a 10.000 euro per le giovani imprese.

I finanziamenti Invitalia permettono di accedere contemporaneamente ad un’altra interessante misura.  Il programma AMVA per la nuova imprenditorialità, infatti, è rivolto ai giovani imprenditori che acquistino complessi aziendali di imprese i cui titolari abbiano compiuto almeno 55 anni di età.
Anche con AMVA, perciò, si acquistano macchinari, attrezzature, impianti ma di altra azienda. Il contributo qui erogato è integralmente a fondo perduto e copre parte del prezzo di acquisto del complesso aziendale.
E’ pari a 5.000 euro per gli acquisti di valore da 10.0000 a 29.999 euro. E’ pari a 10.000 euro per acquisti di importo superiore a 30.000 euro.
Misura questa riservata a ditte individuali e società di persone.

Finanziamenti a fondo perduto per brevetti e marchi commerciali.

Spesso, leggendo le email ricevute su Campania Europa mi è stato chiesto: “Ok, ho un’idea innovativa su un prodotto/ciclo produttivo, ma dove trovo i soldi per brevettarla?”. Risposta, hai mai sentito parlare del programma Brevetti+ di Invitalia?
Con la sottomisura “Incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti” del programma Brevetti+, Invitalia agevola le spese per servizi di attivazione di brevetti nei cicli produttivi.
Possono beneficiare dell’aiuto le micro, piccole e medie imprese, anche se costituite negli ultimi 12 mesi, quindi anche le startup.  Il contributo, integralmente a fondo perduto, è pari a 70.000 euro e copre l’80% delle spese di progettazione, prototipazione, test di produzione, certificazione di prodotti e processi, studi ed analisi per il lancio di nuovi prodotti e per lo sviluppo di nuovi mercati, accordi di concessione in licenza di brevetto, accordi di segretezza.

E come tutelare il proprio marchio commerciale?
Il Ministero dello Sviluppo Economico nel maggio 2012, ha attivato un fondo per le PMI permettendogli registrare marchi commerciali comunitari ed internazionali secondo i modelli UAMI (Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno) ed OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale).  E’ possibile ottenere un’agevolazione a copertura dell’80% delle spese di  sostenute, comunque non superiore a 4.000 euro, per progettazione del marchio, ricerche di anteriorità e assistenza al deposito, assistenza per l’acquisizione di marchio già depositato o registrato a livello nazionale, assistenza per la concessione di licenza di marchio, tasse di registrazione.

Finanziamenti agevolati per l’efficienza energetica e l’occupazione.

La green economy ritengo è, senza dubbio, il segmento produttivo del futuro.
Con il Fondo Kyoto per gli investimenti e l’occupazione, ben 390 milioni finanziano investimenti per le imprese di ogni settore, in forma di ditta individualesocietà e loro consorzi, oppure legate da contratti di rete ai sensi delle recenti disposizioni normative entrate in vigore (legge 9 aprile 2009, n. 33).
Ben 10 milioni di euro sono destinati esclusivamente alle SRL semplificate.
Fondo Kyoto, permette di ottenere finanziamenti a tasso di importo fisso, agevolato, per piani di investimento in prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, produzione e sviluppo di biocarburanti di seconda e terza generazione, sviluppo e produzione di prodotti chimici da biomasse e scarti vegetali, installazione di tecnologie nel solare termico, a concentrazione, termodinamico, fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia.

Finanziamenti a fondo perduto per assumere giovani, donne, disoccupati, laureati, contratti di apprendistato.

Sul fronte dipendenti, assunzioni e gestione del personale mi permetto di segnalarti il programma FiXo, in scadenza il 28 febbraio 2013.
FiXo permette di ottenere un contributo, fino a 6.000 euro, se assumi di laureati e dottorati di ricerca mediante contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

Mentre con AMVA (Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale), puoi ottenere un contributo che può raggiungere 5.500 euro, a copertura delle spese salariali per il primo anno, se assumi lavoratori disoccupati e svantaggiati mediante contratto di apprendistato. Ques’tultimo programma di incentivi è stato prorogato a tutto il 2013.

Con il fondo per l’occupazione, dotato per il 2013 di risorse pari a 36milioni di euro, di un contributo a fondo perduto fino a 6.000 euro per ogni nuova assunzione di giovani e donne a tempo  determinato.
Il contributo raggiunge 12.000 euro per ogni trasformazione o stabilizzazione di giovani fino a 29 anni e donne di qualsiasi età che avverrà nel periodo compreso tra il 17 ottobre 2012 ed il 31 marzo 2013.

Incentivi per acquistare veicoli a basse emissioni di Co2

Hai bisogno di rinnovare il parco mezzi?
Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha pensato di rispondere alle imprese con un fondo di 120 milioni di euro, attivo fino al 31 dicembre 2015. Con questa misura puoi usufruire di un incentivo, fino a 5.000 euro, per rinnovare il parco mezzi della tua impresa. L’incentivo, infatti, è erogato se rottami veicoli più vecchi di 10 anni immatricolando nuovi veicoli a basse emissioni di CO2 (alimentati a metano, biometano, gas, elettrici, ecc.).

Concludendo

Questa carrellata di misure, come scrivevo all’inizio, rappresenta solo un ristretto pacchetto spendibile immediatamente.
Una raccolta degli aiuti da non perdere per realizzare il tuo progetto imprenditoriale a partire da oggi, usufruendo di mutui a tassi davvero convenienti e, in tanti casi, liquidità integralmente a fondo perduto.
Non ho la presunzione di rendere qui una rappresentazione completa, esauriente e definitiva.
Anzi, se ne hai notizia, ti invito a commentare questo articolo magari segnalando misure, piani, programmi di investimento di cui sei venuto a conoscenza e che vuoi condividere con i lettori!

Se ti occorre assistenza circa una o tutte le misure appena presentate, scrivimi pure una email. Sarò lieto di aiutarti!

Legge sulle professioni non regolamentate. Nuovi stimoli per i mestieri del futuro.

L’entrata in vigore della legge 14 gennaio 2013, n.4 ha il sapore della conquista per i circa 3 milioni di professionisti che svolgono attività non ordinistiche, le cosiddette professioni non regolamentate.

Stiamo parlando, cioè, un esercito di lavoratori autonomi (ed in tanti casi subordinati) che hanno scelto professioni non esattamente inquadrate in leggi dello Stato i quali, per lo più, erogano servizi tanto diversi per tipologia, settore di riferimento, clienti (dai privati alle Pubbliche Amministrazioni).
L’esercizio di questi mestieri non richiede possesso di titoli di studio specifici o il superamento di esami particolari anche se, fondamentale per essere competitivi ed avere successo, è preferibile seguire la strada dello studio approfondito del settore prescelto. (altro…)

Finanziamenti agevolati per creare nuove imprese. 5 consigli per scegliere il consulente che fa per te.

Avere successo con le misure di finanza agevolata pubblica può essere un ottimo propulsore per il tuo progetto d’impresa.
Con le banche che chiudono i rubinetti del credito è dura racimolare le risorse per creare nuove imprese. Non è più sufficiente impegnare la casa di abitazione, la busta paga dei genitori se non, addirittura, la pensione della nonna.

Essere intraprendenti e, magari, anche giovani, di questi tempi è ancora più complicato.
Fare impresa in un mercato concorrenziale, globale ed in costante, frenetica evoluzione è impossibile senza una buona idea: questo è certo!
Non di meno conta la disponibilità di risorse per avviare l’attivià in condizioni se non proprio di parità, almeno con buoni margini di crescita per raggiungere e battere i competitors.

Le misure di finanza agevolata possono rappresentare un punto di partenza quando non si hanno grosse risorse da investire. Un’idea innovativa è senza dubbio l’arma vincente per far breccia sul mercato; non meno vincente farsi seguire, per accedere alle agevolazioni e sviluppare l’impresa, da chi ha competenze e professionalità per farlo.
Pertanto è senz’altro un passaggio obbligato affidarsi alle mani di un professionista del settore.

Nella marea di offerta, in questo campo, non è sempre facile districarsi.
Ho pensato, allora, di darti qualche dritta per non lasciarti travolgere e non correre il rischio di incappare in brutte sorprese mandando all’aria una buona idea.

1 – Chi è il consulente della finanza agevolata?

Le pratiche di finanza agevolata vengono spesso sviluppate da professionisti dei settore legale o contabile supportati all’occorrenza da altre figure professionali (ingegneri, architetti, agronomi, ecc.). L’attività viene svolta, normalmente, presso studi/agenzie.
Esperti di finanza agevolata puoi trovarli anche presso uffici territoriali di associazioni di categoria dei datori di lavoro. Vi sono anche Comuni che hanno istituito sportelli per l’impresa, sportelli Europa, a cui ci si può rivolgere per informazioni di dettaglio sulle misure.

2 – Avere le idee chiare.

Internet al giorno d’oggi è alla portata di tutti. Offre un ventaglio di strumenti che ti permette di saggiare le competenze di ciascuno e può aiutarti nella ricerca del professionista che curerà la tua pratica.
Se hai intenzione di prendere contatti o già hai contattato consulenti, visita il sito web personale o quello dello studio/agenzia di riferimento. Può essere un utile espediente per capire qual è, realmente, l’attività svolta.
Il massimo è trovare il portfolio: il catalogo degli incarichi ottenuti e lavori eseguiti, magari con l’indicazione delle storie di maggiore successo che però non tutti i siti web riportano. Può darti un’idea di come il consulente, lo studio/agenzia lavora.

Per la ricerca esistono numerosi portali specializzati che ti permettono di individuare le sedi più vicine filtrando i risultati per qualifica, specializzazione, ubicazione dello studio ed ottenere recapiti.

Non dimenticare i social network! Ormai tutti, pure i consulenti, possiedono profili su Facebook e, meglio ancora, su Linkedin.
Invia messaggi privati, sono sempre molto graditi.
Infine, perchè no, affidati al metodo classico: il passaparola di famigliari, amici e conoscenti! 

3 – Chiedere, chiedere e ancora… Chiedere!

Non preoccuparti di fare domande sul curriculum professionale del tuo consulente, sull’organizzazione e sede dello studio/agenzia, sull’esperienza maturata con gli strumenti di finanza agevolata e, magari, se può raccontarti il percorso seguito con gli ultimi clienti, le problematiche e criticità affrontate nello sviluppo di progetti d’impresa simili al tuo o affini.
Per lui risponderti sarà l’occasione di sfoggiare tutto il suo potenziale e per te un modo per saggiarlo a capire a chi metterai in mano la tua idea!
Quindi fai domande senza timori sia nei contatti via web, sia in occasione di eventuali colloqui in sede.

4 – Attento alle false promesse.

Se c’è una cosa che nessun consulente può garantirti è la certezza di avere successo.
Diffida da chi ti garantisce al 100% l’esito favorevole della tua pratica di finanziamento!
La percentuale di istanze che hanno successo, per singolo consulente, si aggira normalmente sul 60 – 75%.
business plan sono esaminati da commissioni presso i soggetti che gestiscono i fondi (per esempio Invitalia spa) in base a rigidi canovacci valutativi. Ne vengono proposti, ogni giorno, a centinaia.
C’è sempre un margine di possibilità che un’altra idea imprenditoriale possa risultare migliore, più appetibile della tua.

Quando non si tratta di fondi rotativi (per esempio, ditta individuale e microimpresa Invitalia), si tratta di bandi a scadenza dotati di risorse limitate. Occorre mantenersi informati sulle nuove agevolazioni e bandi, essere veloci nel racimolare tutta la documentazione richiesta per fare domanda.

5 – Come scegliere il consulente adatto?

Per quanto tu possa compiere ricerche sul web ed offiline, sostenere colloqui, fare telefonate, chiedere informazioni alla cerchia di conoscenti, confida  su te stesso e sulla tua capacità di saper individuare chi può spendere maggiori competenze, motivazione e tempo sulla tua pratica di finanziamento agevola e, soprattutto, ispirarti fiducia! 

Vuoi condividere la tua opinione su i miei 5 consigli per scegliere il consulente per creare la tua nuova impresa? Lascia pure un commento in fondo a questa pagina!