Legge di Stabilità 2016, più lunga la decadenza per gli avvisi di accertamento IRPEF, IRES e IVA

Gli avvisi di accertamento devono essere notificati al contribuente nei termini di decadenza previsti dalla legge. Il termine decadenziale è calcolato facendo riferimento alla data di consegna dell’atto impositivo al destinatario (così Corte Costituzionale, 23 gennaio 2004 n. 28).

Legge di Stabilità 2016, i nuovi termini di decadenza per gli accertamenti IRPEF, IRES e IVA

Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016 si allunga di un anno il termine per l’accertamento I.V.A. e per le imposte sui redditi: il nuovo termine di decadenza per l’Agenzia delle entrate passa infatti dal 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione al 31 dicembre del quinto anno successivo.
Le nuove disposizioni non hanno, evidentemente, efficacia retroattiva. Si applicano a decorrere dall’anno d’imposta 2016 in poi.

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Cattivi pagatori, come ottenere la cancellazione dalla Centrale Rischi di Banca d’Italia

Che cos’è la Centrale dei Rischi presso Banca d’Italia?

La Centrale dei Rischi costituita presso la Banca d’Italia è un vero e proprio archivio nel quale vengono censite tutte le informazioni riguardanti i rapporti tra banche ovvero intermediari finanziari e la clientela. Queste informazioni sono rese accessibili alle banche ed agli intermediari finanziari per consentire valutazioni sull’affidabilità di chi intende intrattenere con esse rapporti finanziari (ad esempio, ottenere un prestito), e quindi permettono di gestire il rischio di credito.

Banche ed intermediari finanziari consultano la Centrale dei Rischi non solo per aggiornare e monitorare la posizione di rischio dei propri clienti ma anche per monitorare la posizione di potenziali clienti, ossia di coloro che intendono attivare un nuovo rapporto che implica la valutazione del cosiddetto “merito creditizio“.
I dati contenuti nella Centrale dei Rischi assumono capitale importanza per chi intende accedere al credito o, comunque, necessita di un costante ricorso al credito, in particolare per le imprese.
I soggetti nei confronti dei quali in Centrale dei Rischi si individuano segnalazioni negative, infatti, sono sempre ritenuti “cattivi pagatori” e ciò, con matematica certezza, comporta per costoro l’impossibilità di accedere al credito, nonché rischiare la revoca delle linee di credito già in essere con effetti evidentemente disastrosi.
Per cui, una politica oculata di gestione dell’esposizione debitoria con le banche è fondamentale per mantenere in buono stato di salute i rapporti con le stesse ed averne di nuovi. (altro…)

Come impugnare la cartella Equitalia non notificata al contribuente.

Il contribuente può impugnare la cartella di pagamento della quale sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta da Equitalia.
Il principio generale del processo tributario per cui i vizi di un atto non notificato possono farsi valere mediante impugnazione del primo atto successivo notificato, non ha portata assoluta.
L’invalidità dell’atto anteriore non notificato, nella specie ruolo e cartella di pagamento, può essere fatta valere anche prima ossia nel caso in cui il contribuente abbia conoscenza di una cartella di pagamento mediante estratto di ruolo da egli richiesto.
Così statuisce la Corte di Cassazione, con sentenza n.19704/2015 resa a Sezioni Unite il 2 ottobre 2015.

Nell’esprimere il principio di diritto appena sintetizzato, la Suprema Corte ha, in premessa, ritenuto doveroso chiarire la differenza non solo lessicale bensì tecnica tra “ruolo” esattorale ed “estratto di ruolo“. (altro…)

ICI, il ricorso avverso l’ingiunzione fiscale va proposto alla Commissione Tributaria.

In materia di imposta comunale sugli immobili (ICI), da qualificarsi come tributo e non come entrata patrimoniale pubblica extratributaria, la controversia promossa dal contribuente avverso l’ingiunzione fiscale notificata dal Comune in pendenza è assimilabile alla controversia avente ad oggetto l’impugnazione del ruolo. Ne consegue che la decisione sull’impugnazione dell’ingiunzione fiscale spetta al giudice tributario.
A stabilirlo è la Corte di Cassazione, sez. Unite Civili – sentenza n. 29/16.

La controversia in materia di ICI è attribuita al giudice tributario.
Le Sezioni Unite hanno affermato che, in materia di opposizione all’ingiunzione per la riscossione di entrate patrimoniali dello Stato, il R.D. n. 639 del 1910 che disciplina l’ingiunzione, non deroga alle norme regolatrici della giurisdizione. (altro…)

Recupero crediti – come pignorare beni in fondo patrimoniale, trust e donazioni: l’art. 2929 bis c.c.

Con il decreto legge 27 giugno 2015 n. 83, convertito in Legge 6 agosto 2015, n. 132 è stato introdotto nel codice civile l’articolo 2929 bis sotto la rubrica “Espropriazione di beni oggetto di vincoli di indisponibilità e di alienazione a titolo gratuito”. Il testo della nuova disposizione è il seguente:

“I.Il creditore che sia pregiudicato da un atto del debitore, di costituzione di vincolo di indisponibilità o di alienazione, che ha per oggetto beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, compiuto a titolo gratuito successivamente al sorgere del credito, può procedere, munito di titolo esecutivo, a esecuzione forzata, ancorché non abbia preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se trascrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui l’atto e’ stato trascritto. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al creditore anteriore che, entro un anno dalla trascrizione dell’atto pregiudizievole, interviene nell’esecuzione da altri promossa.
II. Quando il pregiudizio deriva da un atto di alienazione, il creditore promuove l’azione esecutiva nelle forme dell’espropriazione contro il terzo proprietario.
III. Il debitore, il terzo assoggettato a espropriazione e ogni altro interessato alla conservazione del vincolo possono proporre le opposizioni all’esecuzione di cui al titolo V del libro III del codice di procedura civile quando contestano la sussistenza dei presupposti di cui al primo comma, nonché la conoscenza da parte del debitore del pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore”.

Insomma, prima dell’entrata in vigore di questa disposizione il creditore, a fronte di atti a titolo gratuito e la costituzione di vincoli di indisponibilità (tra gli altri il fondo patrimoniale ed il trust) compiuti dal debitore, per aprirsi la strada verso la soddisfazione del proprio diritto, era solo legittimato ad agire, gravandosi di attivare un lungo e costoso contenzioso dinanzi al Tribunale per ottenere la dichiarazione di inefficacia di detti atti oppure la dichiarazione di simulazione.
Con l’entrata in vigore dell’articolo 2929 bis c.c. il creditore che si ritiene pregiudicato da un atto a titolo gratuito avente per oggetto beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri (veicoli, natanti, ecc.), può far sottoporre a pignoramento detti beni senza necessità di una sentenza che dichiari l’atto inefficace nei suoi confronti oppure simulato. Creditore che, si badi bene, essere anche il concessionario incaricato della riscossione di crediti tributari (tra questi Equitalia ovvero concessionari per la riscossione di tributi presso gli enti locali). (altro…)