Cassazione, Sezioni Unite, n. 23397/2016 sulla prescrizione breve delle cartelle esattoriali.

La Corte Suprema di Cassazione, con sentenza resa a Sezioni Unite n. 23397 del 17 novembre 2016 snoda le incertezze sulla prescrizione delle cartelle esattoriali e degli atti della riscossione in genere.

Il principio di diritto formulato risponde quesito se la mancata impugnazione della cartella di pagamento (nel caso affrontato dalla Corte recante crediti per omessi versamenti di contributi I.N.P.S.), oltre a determinare l’irretrattabilità della pretesa dell’ente impositore, determina anche l’effetto di “convertire” il termine breve di prescrizione quinquennale, previsto normativamente per i contributi previdenziali, in quello ordinario decennale.

Ebbene, la Suprema Corte non lascia spazio a dubbio alcuno.
La cartella di pagamento e gli altri titoli che legittimano la riscossione coattiva dei crediti dell’erario e degli enti previdenziali sono atti amministrativi. Essi sono privi dell’attitudine ad acquisire efficacia di giudicato.
Dunque non possono equipararsi ai provvedimenti giudiziali (tra gli altri sentenza e decreto ingiuntivo non opposto) ove l’eventuale credito ivi recato soggiace, ai sensi dell’art. 2953 codice civile, alla prescrizione ordinaria decennale.

In altre parole, la scadenza del termine di decadenza per opporsi od impugnare la cartella di pagamento, comunque ad un atto della riscossione, produce solo l’effetto dell’irretrattabilità del credito ma non produce l’effetto di convertire il termine di prescrizione, eventualmente più breve previsto dalle singole leggi di imposta, in quello ordinario decennale.

Tale principio si applica a tutti gli atti di riscossione mediante ruolo, o comunque di riscossione coattiva di crediti previdenziali ovvero crediti relativi alle entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché ai crediti delle Regioni, Province, Comuni e degli enti locali, nonché alle sanzioni amministrative.

Con la conseguenza che, se le norme che disciplinano tali crediti prevedono una prescrizione più breve di quella ordinaria decennale, l’omessa impugnazione dell’atto recante tale pretesa, non consente di applicare, di per sé, il termine decennale.
Salvo, naturalmente, che sia intervenuta, sulla pretesa dell’ente impositore, un titolo giudiziale, comunque definitivo.

Avvocato. Mi occupo di contenzioso giudiziale con specifico riferimento al Diritto Commerciale, al Diritto Societario, al Diritto Fallimentare, al Diritto Bancario, nonché al Diritto Tributario e degli Arbitrati.

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