Albergatore non versa al Comune l’imposta di soggiorno? Anche per la Cassazione è danno erariale.

Il gestore della struttura ricettiva (l’albergatore) che, per conto del Comune, incassa da coloro che vi alloggiano l’imposta di soggiorno con l’obbligo di successivamente versarla al Comune, maneggia senz’altro denaro pubblico, ed è conseguentemente tenuto alla resa del conto, essendo per legge tenuto alla riscossione dell’imposta ed al relativo versamento all’ente locale.

Giunge dalle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione l’ulteriore chiarimento sul tema, sempre attuale, della responsabilità degli operatori turistici in caso di omesso versamento dell’imposta di soggiorno. Dopo la sentenza della Corte dei Conti Toscana, già approfondita su questo sito, il Supremo consesso con ordinanza n. 19654 del 24 luglio 2018, ribadisce la natura pubblicistica del vincolo giuridico che si instaura tra titolari delle strutture ricettive e Comuni in tema di imposta di soggiorno. (altro…)

Vendite di immobili abusivi al giudizio delle Sezioni Unite (ordinanza interlocutoria n. 20061/2018)

La nullità degli atti traslativi di immobili abusivi è tema da sempre controverso in dottrina e giurisprudenza.
In principio fu la Legge n. 795/1967 (c.d. legge ponte) a sancire la nullità degli atti di compravendita di terreni abusivamente lottizzati.
Successivamente, l’art. 15 comma 7 della Legge n. 10/1977 (c.d. legge Bucalossi), ha tacciato di invalidità gli atti aventi ad oggetto unità edilizie totalmente prive di concessione. Ratio della disposizione è stata indicata nell’interesse a proteggere l’acquirente. Coerentemente con tale ratio, la nullità derivante dalla mancanza di concessione veniva definita dalla giurisprudenza in termini di nullità relativa (Cassazione civile n. 8685/1999).

La Legge n. 47/1985 e, segnatamente, gli articoli 17 e 40 sanzionano gli atti tra vivi o di costituzione o di scioglimento della comunione di diritti reali aventi ad oggetto edifici o parti di essi privi della dichiarazione (resa dall’alienante) recante gli estremi della concessione a edificare, oppure del condono edilizio o della domanda di condono edilizio con gli estremi dei previsti versamenti.
Si tratta di norme tese ad assicurare una certa attenzione per l’esigenza di non paralizzare il commercio degli immobili. Il che avviene limitando la nullità ai soli atti traslativi tra vivi, lasciando esclusi gli atti costitutivi di garanzie o di servitù e gli atti mortis causa.
Peraltro, l’attenuazione del carico sanzionatorio avviene col meccanismo della conferma dell’atto nullo, come disciplinata dall’art. 17, comma 4 e 40, comma terzo.
L’appena descritto congegno normativo è poi integralmente confluito nell’articolo 46 del D.P.R. n. 380/2001. (altro…)

La start-up innovativa può fallire?

Apparentemente la risposta al quesito dovrebbe essere negativa.
Difatti, l’art. 31 del Decreto Legge n. 179/2012 espressamente dispone che “la start-up innovativa non è soggetta alle procedure concorsuali, salvo quelle previste dalla Legge n. 3/2012”, ossia le procedure di sovraindebimento.
Tale divieto viene ammorbidito dal comma quarto dello stesso articolo 31, a mente del quale, qualora la start-up innovativa dovesse perdere uno dei suoi requisiti prima della scadenza di 5 anni dalla costituzione, non è più soggetta alla citata esenzione e, per tale effetto, può essere sottoposta alle procedure concorsuali ivi incluso il fallimento. (altro…)

Start-up e P.M.I., come finanziare l’aumento di capitale sociale con criptovalute.

L’aumento di capitale sociale di una S.r.l. può, in astratto, effettuarsi prevedendo il conferimento di unità di criptovaluta. Perché tale conferimento possa dirsi legittimo, dev’essere suscettibile di valutazione economica ai sensi dell’art. 2464, comma 2 del codice civile al pari degli altri beni che possono essere oggetto di conferimento.

E’ questo il principio di diritto emergente dalla lettura del decreto n. 7556 reso dal Tribunale di Brescia, sezione specializzata in materia d’impresa, lo scorso 18 luglio 2018.
Secondo il Tribunale l’aumento di capitale di una S.r.l. non può essere deliberato prevedendo il conferimento in natura di quelle criptovalute ancora in fase embrionale perché non presenti in piattaforme di scambio tra criptovalute, ovvero tra criptovalute e moneta avente corso legale.
Ciò in quanto non è possibile affidarsi a prezzi attendibili discendenti da dinamiche di mercato. (altro…)

Contratti e debiti nella cessione e affitto di azienda. Pubblicazione su Studio Cataldi.

Il prestigioso quotidiano giuridico Studio Cataldi mi pregia di ospitare un mio  nuovo contributo.
L’intervento si occupa di alcuni profili legati alle vicende circolatorie di contratti e debiti nella cessione e affitto di azienda. Si tratta di congegni normativi il più delle volte trascurati nella stipula di contratti di alienazione e di affitto d’azienda.

Sono però aspetti che un moderno imprenditore non può ignorare.

Farsi poi affiancare da un advisor legale può rivelarsi una scelta vincente. Il professionista, impegnato nella diligence tecnico–giuridica degli asset aziendali, può offrire all’imprenditore elementi di valutazione compiuta circa la sostenibilità di un’operazione che non può certamente prescindere dai congegni circolatori anzidetti.
Profili che possono orientare l’imprenditore verso scelte consapevoli.

L’articolo a mia firma sulle pagine del quotidiano giuridico Studio Cataldi approfondisce alcuni aspetti della disciplina del codice civile in tema di circolazione dei contratti e dei debiti nell’azienda e analizza, criticamente, una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione che apre nuovi spiragli interpretativi nell’applicazione pratica di tali regole.

Leggi la pubblicazione sul quotidiano giuridico Studio Cataldi “La circolazione di contratti e debiti nell’azienda”.

Leggi tutte le pubblicazioni dell’Avv. Raffaele Greco.