IMU dimezzata per immobili concessi in comodato a genitori e figli.

La Legge di Stabilità 2016 prevede la riduzione del 50% dell’IMU per le unità immobiliari, diverse da quelle classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9 concesse in comodato dal proprietario ai parenti in linea retta entro il primo grado, ossia ai genitori oppure ai figli, che le utilizzino come abitazione principale.

Per beneficiare della riduzione è inoltre necessario che:

  1. il contratto di comodato sia registrato;
  2. il comodante (proprietario) possieda un solo immobile in Italia;
  3. diversamente, il comodante risieda nello stesso comune ove si trova l’immobile concesso in comodato. Da questa seconda ipotesi si ricava che la riduzione IMU spetta anche nel caso in cui il comodante possieda un altro immobile, nel medesimo comune, adibito a propria abitazione principale.

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Benefici fiscali prima casa: nessuna revoca se l’inquilino non libera l’immobile.

Il contribuente che ha optato per la fruizione dei benefici fiscali per l’acquisto della prima casa previsti dal D.P.R. n. 131/1986 non decade dal beneficio per il mancato rispetto del termine di 18 mesi, previsto dalla legge per il trasferimento della residenza nel Comune ove l’immobile è ubicato, se dimostra che il mancato trasferimento della residenza è avvenuto per una causa a lui non imputabile quale l’ostacolo frapposto dall’inquilino all’esecuzione per il rilascio dell’immobile da questi occupato.
Cassazione civile, 17 dicembre 2015, ordinanza n. 25437.

Continua ad essere incessante il lavoro della Suprema Corte per l’inquadramento dei casi di mantenimento dei benefici fiscali per l’acquisto della prima casa previsti dall’art. 1, nota II bis, allegato a, del D.P.R. 131/1986 allorché l’acquirente dell’immobile, che opti per il regime agevolato, non sia in condizioni di trasferire la propria residenza nel Comune ove è ubicato l’immobile acquistato entro 18 mesi dal rogito notarile per cause a lui non imputabili.
Nella fattispecie il proprietario non era riuscito a trasferire la residenza perché l’inquilina che occupava l’immobile, nonostante il provvedimento di sfratto e l’attivazione del procedimento di rilascio, si rifiutava di liberare l’abitazione sostenendo di essere affetta da particolari patologie che ne rendevano impossibile il trasporto.

Ebbene, la sesta sezione civile della Corte di Cassazione, richiamando il proprio consolidato orientamento per cui, sebbene il trasferimento della residenza entro 18 mesi dal rogito rappresenti un presupposto rilevante ai fini della fruizione delle agevolazioni prima casa, ribadisce la necessità di “tenere conto di eventuali ostacoli nell’adempimento di tale obbligazione” [1].

Ostacolo che, nella fattispecie, era rappresentato dall’inquilina recalcitrante allo sfratto la quale, nonostante i tre tentativi di accesso all’immobile, aveva reso impossibile l’accesso all’abitazione occupata. Solo la c.t.u. medico legale, che ha accertato la trasportabilità dell’occupante ha rappresentato la prova della sussistenza di una causa non imputabile al proprietario che, fino a quel momento si era trovato di fronte all’impossibilità di liberare la casa acquistata.
Pertanto, in tali circostanze, non può che essere escluso il comportamento colpevole del contribuente ed escludere la revoca del beneficio fiscale .

=> Approfondimento, breve guida ai benefici “prima casa”.
[1] Cassazione civile,  sez. V, 7 giugno 2013 n. 14399

TASI 2016: tutte le novità – esclusa su prima casa e terreni agricoli.

TA.S.I. è la Tassa sui Servizi Indivisibili istituita con la Legge di Stabilità 2014 [1].
Si tratta di un tributo comunale il cui gettito dovrebbe essere impiegato per il pagamento dei servizi comunali rivolti alla collettività, ad eccezione del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti.

Presupposto impositivo della TASI ed individuazione dei soggetti passivi

Il presupposto impositivo della TASI è il possesso oppure la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati o di aree edificabili.
Fanno eccezione, come meglio si argomenterà, il possesso o la detenzione di terreni agricoli oppure gli immobili destinati ad abitazione principale. Il pagamento della TASI è sempre dovuto, invece, per i possessori o detentori di unità immobiliari classificati nelle categorie catastali A1, A8 e A9.
Nei casi di pluralità di possessori o detentori di fabbricati o di aree edificabili sottoposte ad imposizione, costoro sono tenuti in solido al pagamento dell’unitaria obbligazione tributaria.

Solo la detenzione temporanea del bene, per un periodo inferiore a 6 mesi nel corso dell’anno solare, esclude il pagamento della TASI da parte del detentore. Pertanto il carico fiscale grava interamente sul possessore che vanti il diritto di proprietà, oppure usufrutto, uso, abitazione o superficie sul bene. (altro…)

Tributi locali: mediazione tributaria obbligatoria per ricorsi di valore inferiore a € 20.000

La riforma del processo tributario (Decreto Legislativo 24 settembre 2015, n. 156) introduce l’obbligo del procedimento di mediazione/reclamo per tute le controversie riguardanti l’accertamento, il rimborso nonché la riscossione di tributi di spettanza degli enti locali (tra gli altri, Comuni).
Il procedimento di mediazione/reclamo riguarda i ricorsi notificati a decorrere dal 1 gennaio 2016 riguardanti controversie di valore inferiore a € 20.000 [1].

Che cos’è il procedimento di reclamo/mediazione?

L’istituto del reclamo/mediazione consente all’ente locale l’esame preventivo del ricorso al fine di valutarne la fondatezza e verificare la legittimità della pretesa tributaria.
In questo modo il contribuente può evitare, anche per mezzo del raggiungimento di un accordo con il Comune, che la controversia instaurata con la notifica del ricorso, prosegua dinanzi al giudice tributario.

Presupposti di attivazione del procedimento di reclamo/mediazione

Come già anticipato il procedimento di reclamo/mediazione riguarda l’impugnazione degli accertamenti di tributi spettanti agli enti locali, nonché le controversie riguardanti i rimborsi di tali tributi.
Inoltre il reclamo/mediazione è obbligatorio per l’impugnazione di atti della riscossione notificati da Equitalia (cartelle di pagamento) ovvero per l’impugnazione di atti della riscossione ad istanza dei concessionari della riscossione privati per conto dei Comuni (ingiunzione fiscale).
E’ necessario che il valore della pretesa fiscale non superi l’importo di € 20.000. (altro…)

Nulle le ingiunzioni fiscali notificate da So.ge.t. S.p.A. nel 2015

La Commissione Tributaria Provinciale di Salerno – sezione X – ha dichiarato l’inesistenza delle ingiunzioni fiscali notificate da So.ge.t. S.p.A. nell’interesse del Comune nel corso del 2015. I giudici tributari hanno ritenuto la società di riscossione del tutto carente di potere giacché il contratto di affidamento del servizio è cessato al 31 dicembre 2014.
In altre parole l’intera attività di riscossione compiuta da So.ge.t. S.p.A. nel corso del 2015 può dirsi, per i giudici tributari salernitani, svolta da soggetto privo di qualunque legittimazione. Ne deriva, nel caso specifico, l’inesistenza dell’ingiunzione fiscale impugnata.

La vicenda

Un contribuente ha impugnato dinanzi alla c.t.p. di Salerno l’ingiunzione fiscale notificatale nel febbraio 2015 per conto del Comune, recante intimazione al pagamento degli importi da quest’ultimo pretesi in virtù di una serie di accertamenti i.c.i.

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