Cassazione: il Piano Paesistico Cilento Costiero prevale sul Piano Casa Campania.

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La sentenza n. 14242 del 10 gennaio 2020 la Corte di Cassazione, sez. penale, si incunea nel rapporto tra i limiti all’attività edificatoria stabiliti dai piani paesaggistici (nel caso specifico, il Piano Territoriale Paesistico Cilento Costiero, P.T.P.) e la normativa sul Piano Casa Campania.

I Supremi Giudici sanciscono la preminenza dei limiti imposti dal P.T.P. Cilento Costiero (nella fattispecie, in zona R.U.A.) – quanto agli ampliamenti di immobili abitativi – rispetto alla disciplina premiale introdotta dalla Legge Regionale Campania n. 19/2009 sul piano casa.

Ritengo opportuno, prima di procedere oltre, precisare che la sentenza in discorso si inserisce in un procedimento di riesame un’ordinanza cautelare di sequestro preventivo. Tant’è che il Collegio fa comunque salvi gli eventuali ed ulteriori approfondimenti da compiere nel successivo processo di merito.

È comunque fuor di dubbio che i principi forniti dalla sentenza, integrano un precedente di sicuro impatto su analoghe vicende.

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Fideiussioni bancarie nulle, come liberarsi?

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Sono nulle le fideiussioni bancarie conformi al modello dell’ABI. La Corte di Cassazione ha sancito che le fideiussioni bancarie conformi allo schema dell’Associazione Bancari Italiani sono frutto di un accordo anti concorrenziale tra banche accertato dalla Banca d’Italia fin dal 2005. E’ stata violata la normativa antitrust.
Perciò le fideiussioni stipulate seguendo lo schema ABI sono nulle.

Diversi tribunali hanno già confermato le pronunce della Cassazione e dichiarato nulle le fideiussioni bancarie e liberato dai debiti persone che si sono viste obbligate a garantire debiti bancari stipulando fideiussioni illegittime.

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Coronavirus, dal 1° settembre 2020 tornano protesti di assegni e segnalazioni C.A.I.

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Il decreto liquidità (decreto legge n. 23/2020) ha sospeso i termini di scadenza di cambiali, assegni e ogni altro titolo di credito dal 9 marzo al 30 aprile 2020 per effetto dell’emergenza Coronavirus.
Per lo stesso periodo sono stati sospesi i termini per il pagamento tardivo di cambiali e assegni bancari e postali, qualora detto termine fosse scaduto tra il 9 marzo ed il 30 aprile 2020.

Con la conversione del decreto liquidità (Legge 5 giugno 2020 n. 40) la sospensione di protesti e segnalazioni C.A.I. è prorogata fino al 31 agosto 2020.

Coronavirus: dal 1° settembre tornano protesti e segnalazioni C.A.I.

Dunque, da martedì 1° settembre 2020 riprendono a decorrere i termini sospesi dalla moratoria per Coronavirus.

Dal 1° settembre 2020 saranno levati protesti di assegni bancari e postali che, da quella data, saranno presentati per l’incasso e risulteranno scoperti.

Dal 1° settembre 2020 decorrerà il termine di 60 giorni, dalla scadenza del termine di presentazione degli assegni, per effettuare il pagamento tardivo. Il pagamento tardivo eviterà sanzioni pecuniarie e accessorie prefettizie e le segnalazioni in C.A.I.

Dal 1° settembre 2020 riprenderà a decorrere il termine di 60 giorni sospeso il 9 marzo 2020 (per gli assegni presentati all’incasso e risultati scoperti in data anteriore) per eseguire il pagamento tardivo ed evitare le sanzioni prefettizie e le segnalazioni in C.A.I.

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Coronavirus: sospesi protesti di assegni e segnalazioni CAI fino al 31 agosto 2020.

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L’articolo 11 del decreto legge liquidità (decreto legge n. 23/2020) convertito in Legge 40/2020 sospende i termini di scadenza di cambiali, assegni e altri titoli di credito dal 9 marzo al 31 agosto 2020.

Sono anche sospesi i termini di scadenza, ed i termini per effettuare i pagamenti tardivi di cambiali e assegni, qualora dovessero cadere nel periodo compreso tra il 9 marzo ed il 31 agosto 2020.

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